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  1. DAL LETTO AL MARE: l'Hotel è praticamente a 20 mt dalla spiaggia

  2. LA BUONA CUCINA: se non ingrassi abbiamo fallito! ...la vacanza è un piacere ma se non mangi bene che piacere è?

  3. W I BAMBINI: i bambini sono il futuro, i bambini sono il nostro futuro...

  4. CI SARA' UN PERCHE': se tornano da oltre 30 anni, forse stiamo facendo un buon lavoro

  5. CASA DOLCE CASA: la fragranza che si respira qui...

  6. SI DICE IN GIRO: leggi le opinioni dei clienti (quelle che contano) su Tripadvisor

  7. 45: non un numero magico, ma i nostri anni dì attività nel settore

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  9. DOLCE RELAX: quello che possiamo offrirti nel nostro nuovissimo centro benessere...

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GIULIANOVA



Giulianova è una cittadina di notevole interesse storico con un importante carattere commerciale e turistica, infatti si trova ai primi posti fra le mete balneari più gettonate del Mare Adriatico.
La cittadina di Giulianova può stupire i suoi visitatori in diversi modi, fra storia, i paesaggi di montagna, il meraviglioso mare, le radicate tradizioni, e ovviamente l'enogastronomia ed il folklore.

Giulianova, il fiore all’occhiello del litorale teramano.

Giulianova, è una delle cittadine fra le più importanti nella provincia di Teramo, e la possiamo distinguere in due realtà diverse: Giulianova Paese e Giulianova Lido.

La città di Giulianova raggiunge un'altezza di 68 metri sopra il livello del mare, ed essendo prima di tutto una città ricca d'arte e di storia propone al suo interno splendidi monumenti di diverse epoche, nonchè una spettacolare vista sul mare; grazie ai numerosi alberghi Giulianova con il moderno Lido, si dimostra ben organizzata nei servizi offerti, che la rendono una delle località balneari più frequentate d'Abruzzo, essendo dotata anche di un porto peschereccio molto efficiente e di un moderno porto Turistico.

La sua Storia

La storia di Giulianova affonda le sue radici nel 1470 quando Giulio Antonio Acquaviva, Duca di Atri, ne pone le fondamenta allo scopo di dare una nuova dimora agli abitanti della romana Castrum Novum, distrutta pochi anni prima. Fondamentali per quel periodo sono le torri di difesa e le fortificazioni che si possono notare lungo tutto il perimetro della città. Due di quelle torri - il torrione detto "Il Bianco" e il torrione di "Porta Napoli" - sono ancora oggi in ottimo stato e ben visibili. L'antico centro storico è arricchito poi di siti d'importanza religiosa cquali la chiesa di S. Flaviano (XV sec.), la chiesa di S. Antonio (XVI sec.), il Santuario della Madonna dello Splendore (XVI sec.), la chiesa della Misericordia (XVI sec.), oltre ad alcuni magnifici palazzi di varie epoche. Nella moderna Giulianova Lido spicca, ai margini della Statale Adriatica, la piccola chiesa di Santa Maria a Mare (prima metà del XIV secolo), con splendido portale del 300 che, nella lunetta dell'arco a tutto sesto, mostra una Madonna col Bambino in altorilievo. Per chi ama visitare la storia gli alberghi Giulianova saranno un ottimo punto per accogliarvi dopo tanta bellezza.







Abruzzo

Essere una delle Regioni Verdi d'Europa, rende l'Abruzzo orgogliosa dei suoi tre Parchi nazionali (il Parco Nazionale della Majella, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise), ai quali sono da aggiungere il Parco Regionale Naturale Sirente-Velino, le trentotto aree protette e le suggestive grotte di roccia e calcare che offrono scenari magici, come le grotte del Cavallone, facilmente raggiungibili in auto.
L’Abruzzo è una regione affascinante che trabocca di natura e di storia che aspettano solo di essere scoperte.

I piccoli borghi che caratterizzano tutta la regione d'Abruzzo sono ricchi di grande fascino

Elemento distintivo della regione Abruzzo sono i borghi, la maggior parte dei quali risale al periodo medievale. Nelle zone più interne dominano incontrastati pietra viva e malta. I paesi dominano gli spazi, arroccati su colline e monti a difendersi dagli attacchi esterni, spesso ancora circondati da imponenti cinta murarie. Verso la costa la pietra lascia il posto al mattoncino, il paesaggio si fa più morbido e la struttura dei borghi si apre ad una architettura urbanistica, pur sempre di origine medievale se non romana, ma più influenzata dal rinascimento e dalla ricchezza degli scambi commerciali. I borghi rappresentano la vera anima della regione e un viaggio alla scoperta dell’Abruzzo non può prescindere da un’esperienza viva per le vie e le piazze di un borgo storico.

L'Abruzzo è il luogo ideale per il divertimento di tutta la famiglia, grazie ai numerosi parchi divertimento, acquatici, didattici e parchi avventura.

ACQUAPARK ONDA BLU

L'Acquapark Onda Blu è un parco acquatico di ben 120.000 mq. per tuffarti nel divertimento: dai Kamikaze ad altezze vertiginose agli acquascivoli multi - pista, dai tappeti dove scivolare a tutta birra al Blue Hole per scendere a perdifiato con i nostri gommoni fino alla fantastica piscina ad onde. Fai scivolare lo stress nella zona idromassaggio, nei solarium o nell’area verde alberata. E per i più piccoli l’Isola Felice a loro completamente dedicata, scivoli e tubi a loro riservati ed una favolosa area giochi. Tutto in piena tranquillità e rilassatezza, lasciatevi tentare per la pausa pranzo dal fornitissimo servizio del bar tavola calda per soddisfare tutti i gusti e per sfiziosi spuntini al fresco. Mare Abruzzo è anche attrattive Acquapark


PARCO FAUNISTICO

La Rupe è il Parco Faunistico nato nel 1980 in località Civitella Casanova (Pescara), perfettamente integrato nello splendido paesaggio dell'entroterra collinare abruzzese. Il parco si propone di accogliere, fin da subito, animali selvatici che si trovassero in affidamento presso enti di tutela e conservazione, come ad esempio il Parco Nazionale d'Abruzzo, il Corpo forestale oppure altri giardini zoologici. Con questa stretta collaborazione fra enti, si è creata una grande interconnessione fra parchi che ha portato l'originaria fauna autoctona della regione, formata da orsi bruni, lupi e linci, a convivere con esemplari più esotici come i grandi felini e non solo: tigri, leopardi e scimmie, fra gli altri. Grazie a questa grande ricchezza si è acquisito il nome di Giardino Zoologico, anche se, più delle altre definizioni, lo spirito e la filosofia di La Rupe è certamente rappresentato da quella di Parco Faunistico. Una visita allo Parco La Rupe è un'escursione nel verde e nella natura, non si tratta, infatti, di uno Zoo Safari! Escursione perfetta per una giornata diversa dal mare abruzzo.


GIOCOLANDIA

Un parco giochi ideato appositamente per le scuole dell'infanzia e primarie è sicuramente Giocolandia. Il parco si estende per circa 2000 mq, dove si possono trovare attrazioni e giochi divertenti e sempre sicuri come: scivoli gonfiabili maxi playground con percorsi vasca palline tappeti elastici sparapalline video giochi ed un vasto campo di calcetto al coperto o all'aperto per grandi e piccini Giocolandia inoltre è attrezzata con un angolo baby dedicato agli ospiti più piccoli. L'ingresso ai giochi è a parte. E' possibile trovare a Giocolandia anche una fattoria che apre le porte alle famiglie e ai gruppi scolastici con la voglia di ri-scoprire il mondo ricco di tradizioni, i lavori di un tempo in cui gli animali aiutavano l'uomo. Il tutto porta a riflettere anche i più piccoli sulla differenza della vita d'oggi, condito con le testimonianze di chi ha vissuto veramente quella vita così lontana da noi oggi ma comunque attorniata da dolci ricordi e amori nati durante i festeggiamenti del dopo lavoro. Mare Abruzzo offre ai visitatori attrazioni per bambini e famiglie d’ogni età come questo parco, coniugando divertimento e didattica grazie al percorso nel padiglione degli antichi mestieri, la casa delle farfalle, il presepe artistico animato, la presenza delle caprette, dei conigli, oche e pavoni, galline ornamentali e tanti altri piccoli amici. Il presepe artistico animato permanente è realizzato da appassionati che fanno rivivere ai visitatori ogni giorno l’emozione della natività in un piccolo paese ricco di vita al sorgere del sole dove l’uomo traffica merci nella piazzetta, porta le greggi al pascolo, pesca lungo il fiume, accoglie di buon grado l’alternarsi delle stagioni regolando cosi i cicli produttivi. La parte acquatica con i suoi scivoli immersi in nuvole di fumo, o in un mare di bolle di sapone, o il percorso circondato da mille animali da scoprire, accarezzare il morbido manto dei pony, imparando a capire come poter comunicare con loro rendono questo parco adatto a tutte le età, e lo rendono un piacevole spazio di svago che non rimarrà fine a se stesso.

L'Abruzzo possiede uno straordinario patrimonio storico-artistico ed è caratterizzato da numerose città d'arte, dislocate tra la montagna e il mare, in grado di incantare il visitatore

Il susseguirsi di vicende storiche quali la caduta o la nascita di un regno, sono ben visibili anche secoli dopo quegli stessi avvenimenti attraverso monumenti e palazzi che rimangono a disposizione di tutti come dei musei a cielo aperto, nelle città d'arte. L'Abruzzo è una delle "Regioni Verdi d'Europa" grazie al suo ricchissimo patrimonio storico-artistico (in buona parte ancora da scoprire) e alla sua natura rigogliosa e maestosa, che a tratti si fondono dando vita a straordinari e diversificati scenari nelle numerose città d'arte, dislocate tra la montagna e il mare, in grado di incantare il visitatore. Alcune delle più famose città d'arte sono: Chieti, Civitella del Tronto, Guardiagrele, Penne, Scanno, Sulmona, Teramo, Vasto

CIVITELLA DEL TRONTO: Civitella del Tronto si presenta come un antico borgo fra i più suggestivi, essendo infatti incluso nel prestigioso club de "I Borghi più Belli d'Italia". Dislocato nella parte più settentrionale della regione, quasi al confine con le Marche comprende un'area che va dal Parco Nazionale del Gran Sasso fino ai Monti della Laga, essendo dominato dalla gigantesca e storica fortezza, figurando fra le più imponenti opere di ingegneria militare realizzate su suolo italiano che fu l'ultima roccaforte del regno borbonico ad arrendersi alla nascente Unità d'Italia.

L'AQUILA: La provincia dell'Aquila è ricca di monumenti di enorme valore storico-artistico. Il più famoso è di sicuro la basilica di S. Maria di Collemaggio, che è il simbolo della città ed una delle pochissime chiese al mondo ad avere, al pari della basilica di S. Pietro in Roma, una Porta Santa. Ogni anno, il 29 agosto, nel capoluogo si celebra la Perdonanza Celestiniana, con apertura della Porta Santa e indulgenza plenaria concessa dal papa eremita.

Il paesaggio abruzzese è impreziosito senza dubbio da elementi caratteristici che lo rendono unico

A contarle sono circa un centinaio fra ruderi e strutture complete, ma tutte portano comunque i segni degli eventi bellici dei secoli passati e di quelli naturali più recenti. Di cosa parliamo? Sono le strutture difensive quali castelli, fortezze, rocche, torri di avvistamento, che si trovano sparse in tutte la regione, sia lungo la costa che sulle zone montuose, che rendono il paesaggio abruzzese unico. Se si considera la poca superficie a disposizione per costruire queste strutture, fra i due massicci montuosi e le dimensioni della regione, è sicuramente motivato l'appellativo che gli è stato conferito di "Grande museo permanente all'aperto di architettura militare".
Detto “fenomeno dell'incastellamento”, la costruzione progressiva di castelli, mura di difesa e altre strutture fortificate si è protratta per circa 4 secoli, dal IX-X, fino al Rinascimento. Le aree predilette furono quelle percorse dalle greggi che periodicamente effettuavano la transumanza dell'Appennino al Tavoliere delle Puglie e viceversa. Il panorama che ci circonda oltre a quello dei castelli è quello dei borghi medievali che si trovano sulle alture circostanti, essi stessi di solito fortificati.
Ed è proprio in questo contesto ambientale senza eguali che si erge, a 1.512 metri di altitudine, dominando l'altopiano di Navelli e la vallata del Tirino il celeberrimo castello di Rocca Calascio (XIII sec.) uno dei fortezze più elevate d'Europa.
Nell’area più settentrionale della regione, molto vicino al confine con le Marche, sorge la storica fortezza di Civitella del Tronto una delle più imponenti d'Italia (lunga oltre 500 m., superficie superiore a 25.000 mq.) che fu l'ultima roccaforte borbonica ad arrendersi, il 20 marzo 1861 (quindi tre giorni dopo l'unificazione del Regno) e dopo un sanguinoso assedio durato oltre sei mesi, alla nascente Unità d'Italia.
Sulla spiaggia di Pineto si erge a simbolo della costa abruzzese la suggestiva Torre di Cerrano, torrione di avvistamento costiero del XVI secolo.

Le Terme Abruzzesi ideali per la prevenzione e la cura di molte malattie reumatiche, cutanee, dell’apparato digerente e genito-urinario perché naturalmente ricche di acque minerali solfuree.

Le vostre vacanze abruzzo mare saranno accompagante anche dalle ottime proprietà delle acque termali abruzzesi, note fin dal 1576, e la località più importante e conosciuta per le cure è quella di Caramanico Terme, che ha una lunga tradizione nei trattamenti benessere. Lo stabilimento termale fu infatti inaugurato nel lontano 1901.
Oggi questa località è diventata un riferimento nel panorama del benessere in Italia, tanto da essere replicato da Popoli e Raiano. Specializzata in cure inalatorie, fanghi e bagni terapeutici, offre anche una vasta gamma di trattamenti estetici a base di acque e fanghi. La cura per la persona è intesa a 360°, dall’accoglienza alla varietà dei trattamenti di bellezza, relax, prevenzione e cura. Come contorno i suggestivi paesaggi della Valle dell’Orfento e del Parco Nazionale della Maiella, che predispongono ad un armonico rapporto con l’ambiente e con il proprio corpo.
Dicevamo che sulla scia di Caramanico Terme è stato realizzato il nuovo progetto termale di Popoli, che è degli anni ’90. L’impiego delle acque termali di Popoli vengono utilizzate per curare patologie in ambito artroreumatologico, otorinolaringoiatrico, ginecologico, pneumologico e vascolare. In particolare la terapia riabilitativa ha un ruolo di rilievo: lo stabilimento termale è infatti dotato di un'efficiente palestra, di percorsi idrovascolari, di vasche idromassaggio e di una piscina per idrochinesiterapia.

Le TRADIZIONI in Abruzzo sono estremamente ricche, custodite e tramandate dalla tenacia e dall'orgoglio del popolo abruzzese

Le manifestazioni religiose e folkloristiche abruzzesi infatti costituiscono un patrimonio unico di antichi riti che custodiscono l’identità delle popolazioni e del territorio. Sono il collante delle comunità locali, ne custodiscono storia e saperi. Come contorno ci sono sempre paesaggi spettacolari e borghi medievali, in un’alternanza suggestiva di spiritualità e di magia. L’artigianato artistico offre esempi pregiati e spettacolari nelle forme e nei materiali coltivati dai tempi più antichi.

Folklore in Abruzzo

Di seguito alcune principali manifestazioni religiose in Abruzzo e le altre feste della tradizione abruzzese

Il Bue e San Zopito - domenica e lunedì di Pentecoste - Loreto Aprutino (Pe) Ogni anno si svolge il rito della genuflessione del bue, associato alla festa del Santo Patrono, San Zopito. Secondo la leggenda, al passaggio delle reliquie del santo un bue smise di tirare l’aratro e si inchinò. Da allora un bue bianco viene portato sul sagrato della chiesa per genuflettersi e poi in processione per tutto il paese. Dalle eiezioni lasciate lungo il percorso un tempo si traevano i pronostici per il raccolto.

La Madonna che scappa - domenica di Pasqua - Sulmona (Aq) Questa processione che si svolge la mattina della domenica di Pasqua richiama migliaia di visitatori. Le due statue di S. Pietro e S. Giovanni entrano in piazza e si dirigono verso la Chiesa di San Filippo Neri, in cui si trova la Madonna, mentre la statua del Cristo risorto rimane ferma davanti agli archi dell’acquedotto medioevale. San Pietro e San Giovanni avvisano la Vergine che Gesù è risorto e al terzo annuncio la Madonna esce dalla chiesa per dirigersi verso il luogo indicato e all'altezza del fontanone, scorge il Cristo risorto, si libera dalla veste nera, scopre uno splendido abito verde, mentre i colombi si liberano in volo, e corre verso il figlio.
E’ un momento di grande emozione quello che chiude la processione, di tensione ma anche di speranza.

La Giostra Cavalleresca - ultimo sabato e ultima domenica di luglio - Sulmona (Aq) Risale agli Svevi e fu di gran moda al tempo degli aragonesi. Si teneva due volte all’anno e consisteva in tre assalti alla lancia di ogni cavaliere contro un bersaglio umano, il mantenitore, protetto da corazza. Il mastrogiurato assegnava il punteggio in base alle parti del corpo colpite e alla perdita di sangue. “Per disapplicazione e mancanza di cavalieri giostranti” fu abbandonata a metà del '600. Oggi i sestrieri e i borghi in cui è divisa la città hanno ripreso a sfidarsi nella piazza Maggiore.
I bersagli umani sono sostituiti da bersagli di cartapesta da cui pendono degli anelli che devono essere infilati con le lance.

La festa dei Narcisi – ultima domenica di maggio- Rocca di Mezzo (Aq) Si festeggia ogni anno dal 1947 quando un gruppo di giovani inventò questa festa per alleviare le sofferenze lasciate dalla guerra. Il narciso, da queste parti, a maggio è in piena fioritura e viene utilizzato per l’allestimento di carri allegorici che con il passare degli anni sono diventati sempre più spettacolari.

Festa di San Domenico Abate - Processione dei Serpari - primo giovedì di maggio - Cocullo (Aq) La processione dei serpari, si tiene ogni anno, il primo giovedì di maggio, in onore di San Domenico che protegge dalle malattie dei denti e contro il morso del serpente Il suono di una campanella, la cui corda è tirata con i denti, annuncia la processione, quindi si preleva la terra dietro la nicchia del Santo, che una volta era spazzatura, per spargerla sui campi o intorno alle abitazioni e tenere lontani i pericoli. Quando inizia la processione, il Santo viene portato per le vie del paese ricoperto da serpenti.

Mastrogiurato e feste settembrine - Lanciano (Ch) Le feste settembrine si tengono il 14, il 15 ed il 16 settembre e richiamano migliaia di persone. Si aprono con l'esplosione di fuochi pirotecnici e l'accensione delle luminarie che, in una sceneggiatura da favola, segnano il percorso delle manifestazioni. Il Mastrogiurato, che è una figura alla quale erano assegnati pieni poteri nella gestione delle Fiere, è una rievocazione storica con un grandioso corteo con più di 600 figuranti che si tiene la prima domenica di settembre.

I faugni 8 - 8 dicembre Atri (Te) La tradizione del fauni ignis, del fuoco di Fauno, si ripete ogni anno l’8 dicembre. Un tempo i contadini accendevano i fuochi in onore del dio pagano della fertilità della terra, oggi dei grandi fasci di canne vengono accesi e portati in processione per tutta la città fino a raggiungere piazza del Duomo, dove vanno a formare un grande falò. Segue la processione con la statua dell'Immacolata e, dopo la processione, vengono bruciate due pupe, due fantocci dalle fattezze femminili che nascondono all’interno una persona che ne guida i movimenti in una danza.

La Corsa degli zingari - prima domenica di settembre Pacentro (Aq) Zingaro, nell’accezione locale, è colui che cammina scalzo. La corsa si tiene a piedi scalzi. Al suono della campana della chiesa di S. Maria di Loreto, i giovani si lanciano giù dalla sommità della Pietra Spaccata lungo i viottoli di campagna, sui sassi taglienti, attraverso il torrente, per ben due km fino a tornare all’interno della Chiesa e a prostrarsi di fronte all'altare della Madonna, lasciandosi dietro una scia di sangue dai piedi feriti. All’arrivo dell’ultimo concorrente le porte della Chiesa si chiudono, gli zingari vengono medicati e quindi portati in trionfo tra la folla secondo l’ordine di arrivo. La corsa risale ai Caldora che in quest’occasione riuscivano a valutare la forza e la prestanza fisica dei giovani uomini.

La Perdonanza - 28 e 29 agosto - L'Aquila Il 28 e il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila si rinnova il rito solenne della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V, la sera stessa della sua incoronazione a pontefice, concesse a tutti i fedeli di Cristo che si sarebbero recati, confessati e sinceramente pentiti, dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, alla basilica di Collemaggio. La Perdonanza è accompagnata da una settimana di feste, concerti, rassegne, convegni e mostre.

ARTIGIANATO IN ABRUZZO

L'artigianato artistico in Abruzzo mantiene vivo l'utilizzo di materie prime e di lavorazioni molto antiche. Ceramiche, gioielli, tessuti e accessori sono pezzi unici, arricchiti dal valore inestimabile della tradizione e del saper fare.

Ceramiche di Castelli L'arte ceramica castellana ha origini antichissime ed ha le sue radici nella natura stessa del luogo: presenza di argilla nel terreno,abbondanza di acqua e di legna necessarie per alimentare i forni in cui le creazioni degli artigiani venivano fatte cuocere. Oggi è possibile ammirare i capolavori destinati alle nobili casate europee nei più importanti musei del mondo: dall' Ermitage al Louvre, fino al British e al Victorian and Albert Museum. Giallo, verde, arancione, blu: sono questi i colori tipici della ceramica di Castelli, mentre le decorazioni, oltre ai fiori si sono arricchite di scene mitologiche e di caccia, paesaggi e animali.

Ferro Battuto e Rame L'arte del ferro battuto ha origini molto antiche in Abruzzo. Viene usata molto sia nell’arredo delle aree esterne sia negli interni. In giro per i paesi abruzzesi troverete molti esempi di grande creatività realizzati battendo il ferro nelle piccole botteghe come si faceva una volta, in particolare a Pescocostanzo, dove c’è il magnifico esempio del cancello della Cappella del Sacramento nella Basilica di Santa Maria del Colle e a Guardiagrele, in cui si tiene in agosto una mostra-mercato dell'artigianato artistico della Majella. Sempre a Guardiagrele ci sono laboratori in cui si fabbricano oggetti artistici in rame, prima tra tutti la conca abruzzese, usata dalle donne per raccogliere l’acqua alla fonte e poi trasportata in equilibrio sul capo.

Oreficeria In tutta la regione la lavorazione dell’oro è un’arte diffusa fin dai tempi più remoti, in particolare per la realizzazione di oggetti sacri,. Diverse e raffinate le tecniche di lavorazione: filigrana, fusione, sbalzo e cesello sono oggi le tecniche più usate nei laboratori. Il gioiello più famoso e rappresentativo è la presentosa, un grande medaglione in oro filigranato a metà tra il rosone e il fiore, con al centro due cuori, legato ai riti del fidanzamento. A Scanno, Pescocostanzo e Sulmona si trovano ancora preziosi manufatti lavorati in maniera artigianale.

Pietra E’ l’elemento dominante dell’architettura dell’interno abruzzese. Da un lato la pietra calcarea della montagna madre, la Majella, dall’altro l’arenaria del Gran Sasso, caratterizzano tutte le piazze e le strade dei borghi, le decorazioni delle facciate di alcuni palazzi e di tutti i giardini. Lettomanoppello, Pretoro, Pennapiedimonte, Pacentro e Crognaleto sono i centri in cui c’è ancora una notevole produzione di tipo artigianale

Lana e merletti La grande tradizione della lavorazione della lana era nel destino di un luogo per secoli cresciuto attorno all’attività armentizia ed è diffuso in tutti i centri seppure con alcune specificità. Le tarante, ad esempio, grandi coperte colorate, vengono da Taranta Peligna, dove ancora oggi vengono prodotte seguendo gli antichi disegni. Quella del tombolo è forse la massima espressione artistica dell’artigianato abruzzese, A Pescocostanzo ci sono una scuola e un museo, ma il più importante centro di produzione abruzzese è quello di Scanno.

Il turismo religioso in Abruzzo trova una delle sue mete più emozionanti

Turismo religioso in Abruzzo 
L’Abruzzo, per la posizione geografica e per la diversità degli ambienti, dalle vette del piccolo Tibet d’Europa all’Adriatico Selvaggio è da sempre terreno ideale per la ricerca spirituale. Non a caso l’Abruzzo è stato terreno fertile per lo sviluppo del monachesimo e dell’ascetismo, di cui sono testimonianze tanto gli eremi della Majella quanto le stupende abbazie di cui è ricca la regione.

Il Santuario di San Gabriele 
Patrono d’Abruzzo e Santo del Sorriso e dei Giovani San Gabriele dell’Addolorata è noto in tutto il mondo per essere il santo dei giovani….ma non solo…il suo santuario, infatti è tra i quindici più frequentati al mondo. L’immagine serena del santo è un faro per i due milioni di visitatori all’anno. La Chiesa Antica fu fondata da San Francesco d’Assisi nel 1215 e i francescani vi rimasero fino al 1809, quando furono soppressi gli ordini monastici. Della Chiesa originale restano il Pozzo di San Francesco, alcuni affreschi del VII secolo e il chiostro del convento. La Chiesa nuova, è un santuario moderno dalla forma di una grande nave, che ospita la cripta del santo e custodisce opere preziose di arte sacra contemporanea. Tra i visitatori anche Papa Giovanni Paolo II e Joseph Ratzinger. Il Santuario ospita una Biennale d’Arte Sacra Contemporanea di rilevanza internazionale.

La Scala Santa di Campli Campli conserva nella Chiesa di San Paolo la Scala Santa, privilegio riconosciuto da Papa Clemente XIV nel 1772, che concedeva l’assoluzione dei peccati e l’indulgenza Plenaria con lo stesso valore di quella che si ottiene a Roma. Per ottenere l’assoluzione i fedeli, pregando, salgono in ginocchio, i 28 gradini in legno della Scala, con il capo chino. Alle pareti, sei dipinti, descriventi i momenti della Passione di Cristo, accompagnano la salita. L’ultimo gradino porta all’altare del Salvatore, che libera i peccatori dal peso del peccato.

Il miracolo eucaristico di Lanciano 
Lanciano è nota in tutto il mondo per il primo Miracolo Eucaristico che la storia della Chiesa Cattolica ricordi, risalente al secolo VIII, in risposta ai dubbi di un monaco brasiliano, attraverso la trasformazione dell’ostia sacra in carne e del vino in sangue. Le reliquie sono composte da cinque grumi di sangue e una sottile membrana di carne circolare, conservati nella chiesa di San Francesco. Indagini scientifiche hanno accertato che nel Sangue sono presenti tutte le proteine caratteristiche del plasma e la Carne è costituita da tessuto muscolare del cuore, appartenenti alla stessa persona. Ogni anno questo stupefacente miracolo richiama migliaia di fedeli.

Volto Santo di Manoppello 
Manoppello è meta di migliaia di pellegrini che si recano qui per vedere il velo raffigurante l’immagine di Cristo che, insieme alla Sacra Sindone, è ritenuta uno dei volti originali di Gesù. Secondo gli studiosi l’immagine, è “acheròpita”, cioè non disegnata o dipinta da mano uma­na ed ha la caratteristica di essere visibile da entrambi i lati . Alcuni studiosi sostengono che si tratti del velo della Veronica, che asciugò il volto di Gesù sulla via del Calvario. Negli ultimi anni gli studi hanno registrato la perfetta coincidenza tra l’immagine di Manoppello e quella della Sacra Sindone, tranne che nel primo volto santo gli occhi sono aperti, quindi ancora vivi, mentre nella Sindone, che è un sudario, sono chiusi, come per individuo morto.

GLI EREMI

Gli eremi d'Abruzzo sono concentrati soprattutto nella Majella, ma nel corso dell'Alto Medioevo il fenomeno dell'eremitismo, come fuga dei monaci dal mondo alla ricerca della spiritualità e della vicinanza a Dio, si diffuse in tutto l'Abruzzo. Gli eremi della Majella hanno avuto grande notorietà grazie all'opera di Pietro dal Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V, tanto da prendere il nome di eremi celestiniani della Majella.

Eremo di S. Onofrio al Morrone - Sulmona (Aq) L’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, incastonato nella roccia, si raggiunge attraverso una scalinata ricavata nella pietra che è piacevole percorrere anche per i profumi della ginestra, del timo e dell’alloro che provengono dalla macchia mediterranea. Protetto da un masso, l’eremo di Sant’Onofrio al Morrone, sembra reggersi miracolosamente in una parete vertiginosa. Al di sotto della chiesa la grotta del Santo ospita un giaciglio, la "Culla di Sant'Onofrio", in cui secondo la tradizione popolare, coricarsi aiuterebbe a guarire dai dolori. Nella grotta la pietra conserva uno strano calore e i fedeli raccolgono l’acqua che filtra dalla parete, ritenuta taumaturgica.

Eremo di Santo Spirito a Maiella - Roccamorice (Pe) 
L’eremo di Santo Spirito a Maiella, è il più grande e conosciuto degli eremi della Maiella.
Oggi l'eremo di Santo Spirito a Majella consta di una chiesa, sagrestia, foresteria e di un complesso monastico, in cui sono situate le celle, la sala del capitolo, la biblioteca, la cappella invernale e il refettorio. 
Da qualche anno nell’eremo vive una comunità di giovani frati della congregazione del "Cerreto”.

Eremo di San Michele Arcangelo - Pescocostanzo (Aq)
L’eremo di San Michele Arcangelo si trova a 4 km daPescocostanzo, ai piedi del monte Pizzalto. L’origine dell'eremo di San Michele Arcangelo è legata al culto di Ercole. Con il diffondersi del Cristianesimo il luogo di preghiera fu dedicato a San Michele Arcangelo. 
La parte frontale è strutturata ad angolo. La facciata principale chiude la grotta mentre la facciata laterale chiude la zona abitativa.L'interno della chiesa è pavimentato con lastre in pietra, in contrasto con la volta nella roccia originale.

Eremo di San Giovanni all’Orfento - Caramanico (Pe) L'eremo di S. Giovanni dell'Orfento di Caramanico si trova a 1227 m s.l.m. sul versante alto della Majella, nella Riserva Naturale dell'Orfento ed è l’eremo della Majella più nascosto e difficile da raggiungere tra quelli abitati da Celestino V. 
L’accesso all’eremo avviene attraverso scale e camminamento scavati nella parete, la cui larghezza in alcuni punti non è più ampia di 50 centimetri.

Eremo di San Bartolomeo in Legio - Roccamorice (PE) Raggiungendo l’eremo di San Bartolomeo in Legio da Roccamorice, l’edificio compare all’improvviso e l’effetto sorpresa contribuisce a rendere indimenticabile l’incontro.
Siamo a 600 m slm, protetti da uno sperone di roccia lungo 50 metri. All’eremo si accede attraverso una scala scavata nella roccia, la Scala Santa, che porta ad una balconata rocciosa alla fine della quale si trova la chiesa. All’interno della chiesa si trova un semplice altare con sopra la statua di S. Bartolomeo, e sulla parete sinistra c’è una piccola sorgente d’acqua che i devoti ritengono miracolosa.

LE ABBAZIE

Le grandi Abbazie d'Abruzzo risalenti al medioevo e spesso posizionate in luoghi strategici, sugli altopiani dei monti o sulle colline davanti al mare, a dominare le principali vie del paese, sono state il centro e il motore della crescita artistica, economica e demografica della regione.

Abbazia di San Clemente a Casauria 
L'Abbazia di San Clemente a Casauria è uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo, anch'esso purtroppo danneggiato dal terremoto del 6 aprile del 2009 ma ristrutturato e riaperto al pubblico. L’Abbazia fu costruita lungo le sponde del fiume Pescara e fu dedicata dapprima alla Santissima Trinità e poi a San Clemente quando furono acquisite le ossa del santo nell’872. 
La facciata dell'Abbazia di San Clemente a Casauria è preceduta da un portico con colonne a capitelli; il Porticato ha una bella volta a crociera e alla sua sinistra rimangono i ruderi di una Torre Campanaria. 
L'interno a tre navate e la copertura è oggi a capriata con mattoni dipinti a losanghe.

Abbazia di San Giovanni in Venere L’Abbazia di San Giovanni in Venere, a due km da Fossacesia, si trova in una posizione stupenda, con un panorama mozzafiato: dalle cime della Majella attraverso le colline fino al mare, lungo tutta la Costa dei Trabocchi. 
Sorprendente l’armonica fusione di elementi romanici e gotici che caratterizzano sia l’interno che l’esterno. La Chiesa è a tre navate divise da 12 pilastri e terminanti con absidi, il presbiterio è incorniciato da un magnifico arco a sesto acuto, l'abside centrale e quella di destra dello spettatore presentano archi a tutto sesto. Due grandi scale portano alla cripta che custodisce le spoglie di Trasmondo II, conte di Chieti.

Abbazia di San Liberatore a Majella L’Abbazia di San Liberatore a Majella, che secondo la leggenda fu fondata da Carlo Magno, presenta una facciata con nella parte superiore tre monofore semplici e in quella inferiore tre portali del più antico romanico abruzzese.
Il campanile è a pianta quadrata è a tre livelli, ognuno diviso da fasce in pietra. Ogni piano è finestrato con monofore, bifore e trifore.

Abbazia di Santa Maria Arabona L'Abbazia di Santa Maria Arabona, a poca distanza da Manoppello, è una delle più amate e conosciute d’Abruzzo. Sorta su un tempio pagano dedicato alla dea Bona, da cui prende il nome, L'Abbazia di Santa Maria Arabona è gioiello architettonico risalente alla fine del XII secolo. Il tabernacolo e il candelabro con il cero pasquale sono gli elementi, in pietra bianca, di maggior pregio all’interno della Chiesa. Il tabernacolo, che non ha eguali in Abruzzo, si regge su due colonnine finemente decorate con motivi floreali. Il candelabro è formato da una colonna avvolta in un tralcio di vite sorretta da due cani e un leone, che rappresentano le eresie che minacciano la fede e i cristiani.

L'Abruzzo possiede uno straordinario patrimonio storico-artistico ed è caratterizzato da numerose città d'arte, dislocate tra la montagna e il mare, in grado di incantare il visitatore

Sapori d'Abruzzo

La carne e i formaggi dominano le tavole delle zone interne, mentre il pesce è il re di queste costiere.

La maggior parte dei prodotti tipici abruzzesi è tutelata seguendo rigide regole sia per la conservazione del territorio che dei metodi di lavorazione. Ogni zona ha da offrire le sue specialità che si tramandano nella cultura gastronomica abruzzese di quello specifico territorio e che non troverete altrove. Non fatevele sfuggire!

Prodotti tipici abruzzesi


 Di seguito vi forniamo un’idea della ricchezza e della varietà deiprodotti tipici abruzzesi:

Aglio rosso di Sulmona 
L’Aglio Rosso di Sulmona, coltivato solamente nella Valle Peligna è una delle più apprezzate varietà di aglio, per la ricchezza degli olii essenziali. L’esterno è bianco ma l’interno è di un rosso vinoso.

Farro 
Il farro viene coltivato in molte zone d’Abruzzo, pedemontane e montane. Risulta pregiato perchè ha un bassissimo apporto energetico e si presta alle coltivazioni biologiche per lo scarso numero di interventi che richiede. Si consigliano il farro di Torano e quello di Montereale.

Liquirizia 
Il paese della liquirizia è Atri. La liquirizia cresce anche sui calanchi e si produce in questa zona fin dall’epoca romana. Ancora oggi la lavorazione avviene nello stabilimento ricavato dal convento dei domenicani che l’hanno prodotta fino al 1809 e segue il processo tradizionale. L’estrazione del succo avviene tramite l’infusione delle radici in acqua calda.

Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio
 Piccole e tenerissime sono famose in tutto il mondo per il loro sapore delicato. Di colore più scuro rispetto alle altre varietà, ricche di ferro e resistenti alla cottura, sono coltivate tra i 1150 e i 1600 metri s.l.m, senza nessun tipo di intervento chimico. Sono presidio Slow Flood. La prima domenica di settembre di ogni anno viene organizzata a Santo Stefano di Sessanio una sagra per preservarne e raccontarne la tradizione.

Mortadella di Campotosto 
Fatta con carne di maiale allevato sui Monti della Laga, ha una forma ovale , una grana fine e, all'interno, una barretta di lardo. Il maiale viene allevato con alimenti naturali a 1400 m di altezza, sulle sponde del lago, e viene macellato in età più matura rispetto a quanto accade in altre parti d’Italia, per assicurarne la consistenza delle carni. Il microclima di Campotosto, con la tramontana che proviene dal Gran Sasso, assicura la corretta stagionatura e la riuscita della mortadellina. Non vengono impiegati conservanti e la maturazione avviene in modo naturale. Presidio Slow Food.

Pasta Secca 
La culla della pasta secca è Fara San Martino, ai piedi della Majella, dove la ricchezza di acque pure ha consentito l’insediamento di un’industria che oggi esporta i suoi prodotti in tutto il mondo. In tutta la Regione troverete pastifici e forni con ottime produzioni artigianali perché il segreto, oltre che nell’acqua e nella qualità del grano, si nasconde nell’esperienza tramandata di famiglia in famiglia.

Pecorino di Farindola e Canestrato di Castel del Monte 
Il pecorino è uno dei prodotti tipici d’Abruzzo. Tra tutti i più conosciuti il Pecorino di Farindola e il Canestrato di Castel del Monte. Il primo viene prodotto con latte di pecore allevate nel versante orientale del Gran Sasso ed è presidio Slow Food. Il Canestrato di Castel del Monte è un formaggio a pasta dura, dall’aroma intenso, e talvolta dal sapore lievemente piccante. Prende il nome dai “canestri” usati per la messa in forma che lasciano le tipiche tracce che caratterizzano la crosta.

Tartufi 
Sono 28 le varietà di tartufo abruzzese, soprattutto di nero pregiato ma anche di bianchetto. Un’ indagine dell’Agenzia Regionale di Sviluppo Agricolo ha censito 219 tartufaie naturali sul territorio. La produzione è ottima ma il marchio Abruzzo in questo caso è ancora poco conosciuto e il tartufo viene commercializzato spesso in altre regioni.

Zafferano di Navelli 
Lo “Zafferano dell’Aquila” si ottiene dalla raccolta e dall’essiccazione degli stimmi (o pistilli) del fiore del “Crocus Sativus” nella piana di Navelli. La raccolta e la lavorazione vengono effettuati a mano. Per ottenere un kg di zafferano occorrono almeno 200.000 fiori.

Vie del Vino d'Abruzzo

Gli scenari enogastronomici abruzzesi non possono che passare attraverso le Strade del Vino, che costituiscono percorsi per tutta la famiglia fra scenari naturalistici suggestivi e borghi incantevoli.

STRADA DEL VINO DOC DI CONTROGUERRA


Da Alba Adriatica per Colonnella verso Controguerra e Torano Nuovo. Oltre ai vitigni Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo, vi si coltivano prevalentemente Cabernet Sauvignon e Chardonnay, poi Merlot, Verdicchio ed il favoloso vitigno Passerina. Facendo correre lo sguardo verso la collina potrete conoscere piccoli centri medievali suggestivi dal sapore lontano. A Colonnella, soste obbligate per gli appassionati del buon vino sono alla Cantina Sociale e alla Cantina Lepore.

Controguerra, centro di produzione di questo particolare vino DOC è sede delle aziende Montori, Monti e della Dino Illuminati. Il Barone Cornacchia, Pepe, Strappelli sono solo alcuni dei produttori che fanno parte del territorio di Torano Nuovo.

STRADA DEL VINO DOC COLLINE DEL DUCATO


La strada prende il nome dall’antico Ducato di Atri, parte e si sviluppa tra i fiumi Tordino e Vomano. Vi troverete vitigni di Montepulciano e Trebbiano toscano, ma anche di Moscato, di Chardonnay e Passerina, vitigno autoctono le cui uve a bacca bianca sono adatte ad ottenere vini di lunga maturazione.Giulianova e Roseto, ospitano rispettivamente le aziende D’Angelo, Di Giovanpietro e Faraone la prima, Casal Thaulero, Di Nicola e Orlandi Contucci Ponno la seconda. A Morro d’oro, piccolo borgo medievale arroccato su un colle, c’è la sede de La Quercia mentre Notaresco rimane il regno vinicolo di Bruno Nicodemi.

LA STRADA DEL VINO COLLINE APRUTINE

Questo percorso vi permetterà di assaporare oltre all’ottimo vino anche un pregiato olio d'oliva. La strada parte da Montesilvano e si snoda attraverso Città Sant’Angelo e Penne, per entrare nella terra dei Vestini,Farindola e Montebello di Bertone, e poi Carpineto della Nora, Loreto Aprutino e Spoltore. Cantine importanti. Su tutte quella di Edoardo Valentini.

LA STRADA DEL VINO TREMONTI E VALLE PELIGNA


Il percorso parte da Pescara e attraversa borghi caratteristici come Scafa, Manoppello Torre de Passeri, Bolognano, Tocco da Casauria per arrivare a Caramanico Terme. Lungo il percorso si incontrano coltivazioni di Montepulciano e di Moscato bianco e vitigni a bacca bianca quali Bombino, Trebbiano toscano e Malvasia. Ottimo il livello di tutte le cantine che annoverano nomi come Marramiero, Zaccagnini, Valle Reale, Cataldi Madonna.

LA STRADA DEL VINO COLLINE TEATINE

Francavilla al Mare, Chieti e Ortona e, verso l’interno, passando per Fara Filorum Petri, il regno della pasta, fino a Guardiagrele si dipana la strada delle Colline Teatine. Tra i produttori più famosi, sicuramente Masciarelli

LA STRADA DEL VINO TRATTURO DEL RE

La Strada del Vino Tratturo del Re si snoda lungo la costa tra Fossacesia e Vasto e verso l’interno tocca Lanciano, Atessa e la Val di Sangro fino a Bomba. Le colline sono coltivate prevalentemente con uve Montepulciano, Trebbiano e Sangiovese, mentre più a sud sono stati introdotti Pinot, Chardonnay, Moscato e Malvasia.

Vie dell'olio d'Abruzzo

Le vie dell'olio in Abruzzo sono itinerari che si snodano tra distese di ulivi e le colline abruzzesi, in cui il profumo del mare si unisce agli odori della campagna. Borghi affascinanti e paesaggi da perdere il fiato vi accompagneranno lungo tutto il percorso.

L’olio delle colline Teramane – il Pretuziano Famosa per la produzione di olio di oliva, la terra abruzzese ottiene la D.O.P. per extravergini di oliva garantendo almeno il 75% complessivo della varietà Leccino, Frantoio e Dritta proveniente da oliveto certificato, associata ad altre varietà come il Tortiglione, la Carboncella e la Castiglionese. Il colore è giallo-verdognolo, l’odore fruttato e il sapore di media intensità, con lieve sensazione di amaro e piccante.

L’olio Aprutino pescarese  L'area della D.O.P. aprutino pescarese è tutta in provincia di Pescara in una zona caratterizzata da un clima particolarmente favorevole alla produzione di un olio di altissima qualità, grazie al perfetto equilibrio tra esposizione ai venti ed umidità. Per ottenere la D.O.P. gli extravergini di oliva devono essere composti almeno dall'80% delle varietà Dritta, Leccino e Toccolana provenienti dall'oliveto certificato.

L’olio DOP delle Colline teatine L'area della D.O.P. colline teatine è compresa nella provincia di Chieti. E’ composto da extravergini di oliva dal 50% della varietà Gentile di Chieti, associata al Leccino, ha due menzioni geografiche, Frentaneo e Vastese. Il primo è verde con i riflessi dorati, il secondo verde-giallo.

Piatti tipici abruzzesi

Per conoscere bene l'Abruzzo è necessario conoscere anche la sua cucina tipica che si compone di sapori ricchi e genuini grazie all'uso di prodotti locali.

Arrosticini 
Gli arrosticini sono il piatto tipico abruzzese per eccellenza. Semplice cibo dei pastori conosciuto in tutto il mondo. Un tempo esclusivamente di castrato oggi sempre più spesso di pecora sono sottilissimi bastoncini di legno su cui vengono infilati piccoli pezzi di carne cotti sul fuoco a legna o sulla carbonella.

Bocconotti 
I Bocconotti sono dolci fatti in casa con ripieno di mandorle, cannella, zucchero, cacao amaro, limone e marmellata d’uva.

Brodetto 
Il brodetto di pesce è tra i piatti più ricercati delle locali tradizioni marinare, è caratterizzato dall'impiego di molte varietà di pesce, almeno 9-10, tra cui seppie, triglie, sogliole, palombo, rospo, pannocchie, scorfano, merluzzo e frutti di mare

Centerbe 
E’ il più famoso dei distillati abruzzesi, prodotto con erbe delle montagne abruzzesi. Viene da Tocco da Casauria, ai piedi della Majella ed è fortissimo (72 gradi). Tra i distillati della regione meritano la degustazione la genzianella, il nocino e l’aurum.

Ceppe di Civitella del Tronto
 Le Ceppe di Civitella sono dei grossi bucatini fatti a mano arrotolando la pasta intorno a un bastoncino. La leggenda vuole che la pietanza fosse un’invenzione di un cuoco militare che, durante l’assedio alla Fortezza borbonica di Civitella, non avendo altri mezzi a disposizione, utilizzò un pezzo di legno per fare la pasta.

Confetti di Sulmona 
I confetti a Sulmona vengono prodotti dal 1400. Sono piccoli dolci ricoperti di zucchero che contengono una mandorla, una nocciola, un pistacchio a volte cioccolato o cannella. Morbidi o duri, in queste zone vengono lavorati artisticamente con la preparazione di grappoli, fiori, cesti e disegni elaborati.

Parrozzo 
Deve la sua fama a Gabriele D’Annunzio che gli dedicò un sonetto “La Canzone del Parrozzo”, dopo averlo assaggiato nel 1920 da Luigi D’Amico, pasticciere pescarese. D'Amico preparò un dolce dalle sembianze di un pane rustico anche detto pane rozzo, preparato dai contadini con il granoturco e conservato per molti giorni. D’Amico utilizzò le uova per ottenere il giallo del granoturco aggiunse la farina di mandorle e utilizzò il cioccolato per sostituire la bruciatura della crosta del pane cotto nel forno a legna.

Scrippelle ‘mbusse 
Le scrippelle sono un piatto tipico del teramano e sono la versione abruzzese delle crepes. Possono essere asciutte, e in questo caso usate nei timballi, o ‘mbusse, bagnate dal brodo di gallina.

Ventricina 
La Ventricina, tra i primi presidi Slow Food, è un insaccato preparato con le parti più nobili del maiale. Dalla forma ovoidale e dal colore rosso arancio, ha un sapore piccante e un periodo di stagionatura intorno ai tre mesi.

Virtù 
Le Virtù sono un antichissimo piatto della tradizione abruzzese e più specificatamente della tradizione teramana, consumato il 1 maggio. Rappresentano tutto il valore del cibo e sanciscono la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. Si fanno con tutto quello che è rimasto in dispensa e al contempo i profumi nuovi. Legumi secchi, freschi, tutti i tipi di verdura di stagione, erbe aromatiche, maiale ed altre carni, svariate tipologie di pasta, in un mix irrepetibile che richiede cotture differenziate e diversi giorni di preparazione.

Enogastronomia abruzzese - per i più curiosi: musei e luoghi da visitare

Le tradizioni enogastronomiche abruzzesi risalgono a tempi lontani. Di seguito alcuni musei e luoghi dedicati ai prodotti di eccellenza dell'enogastromia abruzzese che meritano una visita.

Enoteca Regionale d’Abruzzo - Ortona (CH) Ortona ospita nel bellissimo palazzo Corvo del 1600 la sede dell'Enoteca Regionale d'Abruzzo. Una mostra permanente è allestita per accogliere una selezione dei migliori vini abruzzesi che possono essere degustati sotto la guida di esperti sommelier.

Museo dei Cuochi a Villa Santa Maria (CH) 
Il museo ripercorre le tappe dei cuochi villesi, racconta di pastari e di grandi chef che hanno cucinato nelle più prestigiose cucine del mondo. Ogni anno a Villa Santa Maria, ad ottobre si tiene La Rassegna dei Cuochi, la punta d’eccellenza delle manifestazioni gastronomiche della Valle del Sangro proprio per la centenaria tradizione nell’arte culinaria.

Museo dell’Olio e Oleoteca Regionale a Loreto Aprutin (PE) 
Loreto Aprutino, al centro del triangolo d’oro della produzione dell’olio, ospita dal 2005 anche un interessante Museo dell’Olio in un frantoio del 1880, e un’oleoteca regionale, in cui è possibile osservare gli antichi macchinari e degustare le migliori produzioni locali. http://www.museiciviciloretoaprutino.it/

Museo dei confetti di Sulmona (AQ) 
Il Museo dell'Arte e della Tecnologia Confettiera si trova all'interno dello stabilimento confettiero Pelino. Il museo ricostruisce la storia della produzione confettiera e la sua importanza nello sviluppo di Sulmona.

Manifestazioni Enogastronomiche Abruzzesi - Per i più Golosi

Cantine Aperte

Ogni anno Cantine Aperte, l’ultimo week end del mese di maggio, prevede l’apertura al pubblico di circa 50 cantine. Nell’occasione oltre alla degustazione dei vini, accompagnati spesso dalla degustazione di prodotti tipici locali, è possibile seguire percorsi guidati alla scoperta delle tecniche di coltivazione e di produzione.

Frantoi Aperti Come per la manifestazione di Cantine Aperte, una volta all’anno anche i frantoi hanno deciso di aprire le porte a tutti gli appassionati. Il primo week end di novembre visite guidate, degustazioni, concorsi e laboratori si tengono in tutti i frantoi che aderiscono all’iniziativa.

Rassegna degli Ovini di Campo Imperatore Il 5 agosto si tiene la tradizionale esposizione di migliaia di capi ovini di tutto il circondario della Piana di Campo Imperatore con la presenza di stand gastronomici per la degustazione dei formaggi e altri prodotti tipici locali.

Rassegna dei formaggi d’Abruzzo Gessopalena (CH)
A Gessopalena si svolge a settembre la manifestazione “Buon Gusto”, una due giorni di laboratori, percorsi, degustazioni e spettacoli in cui il protagonista assoluto è il formaggio.

Fiera della Pastorizia Crognaleto (TE) 
La manifestazione, che si svolge da oltre 150 anni nel primo fine settimana di Luglio, raccoglie le greggi ed offre spunto per dibattere sulla pastorizia. Laboratori, degustazioni e un concorso tra i migliori produttori animano la festa.

In Abruzzo un terzo del territorio è costituito da parchi adibiti ad area protetta, questa caratteristica la rende la prima area naturalistica d’Europa.

Che l'Abruzzo sia la Regione Verde d'Europa è chiaro vedendo i tre parchi nazionali, un parco regionale e decine di riserve naturali costituiscono un patrimonio ineguagliabile per la conservazione delle specie e la biodiversità. La meraviglia della natura si rivela nei grandi boschi di faggi e di abeti bianchi, nel fiorire di molte specie di orchidee selvatiche, narcisi, genziane e, negli angoli più solitari della Majella e del Gran Sasso, della stella alpina. Questo è l’habitat di orsi, camosci, lupi, cervi, cinghiali, volpi e scoiattoli, dell’aquila reale, del falco pellegrino, del greppio e dello sparviero, che sono solo alcune delle tante specie che si possono incontrare durante una passeggiata nella natura.

Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga racchiude tre gruppi montuosi: il massiccio della Laga, i Monti Gemelli e la catena del Gran Sasso d'Italia, con la vetta più alta dell'Appennino, il Corno Grande (2912 metri) e l'unico ghiacciaio dell’Europa meridionale, il Calderone. La diversità di posizione geografica, di altezze e rilievi fa sì che il parco del Gran Sasso abbia una varietà di paesaggi davvero unica. Il Gran Sasso è formato da calcari e dolomie che danno alla montagna pareti altissime e un’imponenza maestosa, i Monti della Laga sono invece costituiti da arenarie e marne, con cime più arrotondate e una quantità di torrenti e fiumi che scendendo verso valle formando decine di splendide cascate. 
Mentre nel versante aquilano del Gran Sasso ci sono pascoli molto estesi, i Monti della Laga sono per buona parte ricoperti da foreste. Il Parco Nazionale del Gran Sasso ospita il lupo, il camoscio, l’orso, l’aquila reale e il falco pellegrino e si veste del giallo dell'adonide, fiore che in Italia cresce solo qui, del bianco della stella alpina dell'Appennino, dell'azzurro delle campanule. Gli abeti bianchi, i boschi di faggio e di castagno si alternano a distese di mirtillo, mandorleti e campi coltivati a lenticchie, zafferano. Sono davvero molti gli itinerari suggestivi che potrete seguire negli 11 Distretti ambientali turistico-culturali in cui l’Ente Parco ha suddiviso il territorio.

Parco Nazionale d'Abruzzo Il Parco Nazionale d’Abruzzo è, insieme al Parco Nazionale del Gran Paradiso, il più antico parco d'Italia. La gestione del Parco Nazionale d'Abruzzo integra la valorizzazione ambientale, il turismo verde e le produzioni tipiche di qualità, consentendo una crescita che rispetta l’uomo senza depredare la natura e minacciare risorse non più riproducibili. Il Parco Nazionale d’Abruzzo è una tra le rarissime aree in Europa in cui è possibile imbattersi nell’Orso marsicano, nel lupo, nel camoscio d’Abruzzo, nella lince o nell’aquila reale. E’ attraversato da faggete, ma ospita anche l’acero, il pino nero e il leccio. Ci sono 150 itinerari ecoturistici, per una lunghezza complessiva superiore a 250 km, che possono essere percorsi a piedi, in bici, a cavallo o nel periodo invernale con gli sci da fondo. Questo d’altra parte è l’unico modo per esplorare davvero la realtà del Parco d'Abruzzo, conoscerne il respiro e cercare un contatto profondo l’ambiente.

Parco Nazionale della Majella Il Parco Nazionale della Majella che trova il suo fulcro nella Majella, la montagna Madre degli abruzzesi, conserva ancora una natura integra e spesso selvaggia. 60 rilievi montuosi a dominare un territorio che per l’asprezza, l’imponenza e la mutevolezza è un’esperienza unica da vivere. Lupi, orsi, camosci, cervi, aquila reale e falco pellegrino popolano un parco in cui le faggete si alternano a valloni e altopiani. Boschi di aceri, orchidee, genziane e papaveri, pini, ginepro e mirtillo arricchiscono la flora del Parco Nazionale della Majella e vi regaleranno l’emozione di riscoprire il vero respiro della natura. 
L’esplorazione del Parco Nazionale della Majella merita che se ne scopra la spiritualità attraverso un percorso tra gli eremi, le grotte isolate in ambienti dalle altezze vertiginose scelte dai monaci per avvicinarsi all’assoluto e a Dio. Non c’è luogo religioso al mondo più emozionante della nuda roccia in cui Pietro da Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V, si è rifugiato per dedicarsi alla fede.

Parco Regionale Sirente Velino ll Parco Regionale del Sirente Velino è tra i più importanti in Italia per la ricchezza ambientale e culturale. In posizione strategica tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Nazionale del Gran Sasso, tra i 600 e i 2300 m di altezza ospita territori incredibilmente diversi, fatti da canyon, altopiani, valloni, rupi e ghiaioni con un’ampia varietà di specie vegetali ed animali, ma anche borghi, castelli e centri storici di grande interesse. Il gruppo del Velino è in gran parte brullo e dominato da aree semidesertiche, mentre la catena del Sirente ospita estese e rigogliose formazioni vegetali. I due massicci sono separati dall’Altopiano delle Rocche. Il Parco Sirente Velino ospita anche i frutti di bosco come fragole, more, lamponi, ribes, uva spina, i funghi diffusi in tutto il Parco, il tartufo nero e lo zafferano. Il carsismo è un fenomeno molto diffuso nell'area del Parco Sirente Velino, i cui esempi più spettacolari sono costituiti dalle Grotte di Stiffe e dalle Gole di Celano.









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